Quando una crisi profonda 

taglia le gambe, 

toglie il lavoro, 

batte in testa, 

butta in miseria, 

spezza il fiato, 

spazza le vite,

stare a pensare troppo 

non serve, anzi fa male. 

 

Dopo la tempesta bisogna riparare la barca.

Dopo la tempesta bisogna rifare le reti.

Civica nasce in un momento difficile. Il team che in questi anni con fatica e umiltà ha immaginato e poi elaborato questo progetto ne è consapevole. Le diverse competenze, le esperienze di vita, le ragioni di fondo di ciascuno di noi sono dentro questa impresa. 

Civica per noi è il sale che dà sapore e senso alle azioni di cura e manutenzione del bene comune svolte da milioni di cittadini. L’obiettivo di Civica e rendere visibile il credito pubblico generato da quelle azioni. 

Il credito pubblico è una ricchezza importante della Nazione, è prodotto da forme di lavoro diffuso, di manutenzione, di mutuo soccorso, di assistenza alle categorie più deboli, di cura del paesaggio, dell’ambiente, della cultura e di molto altro. Solo in parte questo lavoro genera impiego, spesso è svolto in modo volontario, spontaneistico, occasionale, in risposta ad eventi traumatici o al degrado. Spesso affianca o sostituisce il servizio pubblico, riempie i vuoti, affronta sfide che sembrano impossibili, inventa soluzioni, mobilita risorse umane la dove non c’erano… 

Perché tutto questo deve restare là dove è nato? 

Perché deve svolgersi e spesso esaurirsi senza che una traccia, un’impronta, un modello positivo generino altre storie, diverse ma con qualcosa in comune, con uno scopo condivisibile? 

Il mondo del lavoro è in drammatica evoluzione, ciò che ancora oggi viene chiamato atipico sarà presto maggioritario e comune, la contrapposizione tra garantiti e non garantiti, tra occupati e disoccupati, tra chi ha un impiego e chi non ce l’ha è dannosa e falsata. È amplificata da visioni distopiche e distorte, da semplificazioni e verità di comodo che le reti e gli strumenti digitali diffondono, alimentano, ingigantiscono. Tutto ciò rischia di alimentare i prossimi conflitti sociali, le guerre tra poveri, tra categorie, tra assistiti e abbandonati. 

La solitudine è un pericolo, genera rabbia e disperazione, crea moltitudine di Io che i demagoghi cavalcano ma nessuno governa. 

L’esasperazione dell’Io omnipresente a discapito del Noi è uno dei rischi di una rete costruita solo per essere “tutta intorno a te“.

La risposta a questa deriva tecnologica e digitale non può prescindere da internet.

Progettare una piattaforma logica che metta di nuovo il Noi al centro può allora sembrare una sfida velleitaria, una sfida ai signori della rete, diventati più potenti degli Stati nazionali, diventati Dei. 

 

Chi disegna le reti da forma al futuro, chi possiede le reti lo governa. 

Civica è consapevole che senza una massa critica di utenti che la ridisegnino in base alle loro esigenze questa sfida sarà velleitaria davvero. Ma abbiamo una certezza: il credito pubblico potenzialmente esiste già, è formato da azioni, da esperienze, da intelligenze plurali, da reti fisiche di persone, da pratiche che producono bene comune. Occorre dargli nuovi strumenti. 

E’ chiaro: l’aggregazione intorno ad un progetto comune di lunga durata richiede un disegno organizzativo più profondo e più forte di quello che occorre a lanciare e sostenere una protesta. Ha bisogno di sostenibilità, programmi, sistemi decisionali e di governance, metodi di lavoro, obiettivi da raggiungere progressivamente. In questo spirito e con questo scopo paziente e costruttivo sono stati pensati sia la piattaforma che il nostro impegno e lavoro al servizio del suo sviluppo. Civica è progettata per imparare il design del servizio di cura del bene comune, a comprendere come molte comunità diverse possono eventualmente appropriarsi del concetto, adottarne le pratiche, replicare le esperienze migliori che si sono sviluppate nei centri pionieristici di questo fenomeno, allo scopo di favorirne la diffusione ovunque ce ne sia bisogno nel mondo. 

Collegare queste reti fisiche con una rete virtuale non servirà solo a farle incontrare, chi già fa si conosce e si riconosce da tempo nelle pratiche comuni. 

Civica propone a questi soggetti di dare valore, di monetizzare gli sforzi e i risultati per generare nuovi investimenti da altri soggetti interessati a capitalizzare il bene comune.

In questo modo il suo valore invisibile diventerà misurabile, sarà incentivo, sarà una nuova declinazione dell’articolo uno della nostra Costituzione. 

Se tutto questo fosse già cominciato in un tempo diverso sarebbe stato più facile farlo crescere. 

Nei prossimi mesi, nei prossimi anni, il ruolo di azioni di mutuo soccorso sarà strategico. Interi settori della società andranno incontro a difficoltà economiche, con ripercussioni ad effetto domino difficili da controllare. 

Come un sarto Civica vuole mettere in mostra il tessuto sociale creato dal lavoro che lo rigenera, che lo ripara, che ne fa manutenzione. 

La sfida esige una Vis civica contagiosa, un misto di coraggio, di allegro altruismo e di mestieri ricombinati in rete. Civica è una piattaforma logica che vuole liberare la buona volontà.

 

Civica per ora è fatta da: Luca de Biase, Marco Paolini, Carlo Mancosu, Michele Kettmajer, Maurizio Pitzolu, Gianni Ciao, Cesare Ravaglia, Roberto Spano, Nicola Pirina, Tomaso Pisapia, Adolfo Frediani, Carlo Papa e Massimo Chiriatti.

Civica sta per partire,
unisciti a noi!

Civica è una piattaforma logica progettata per operare una grande liberazione della buona volontà. Come ogni piattaforma digitale è un grande generatore di dati, informazioni, conoscenze, collaborazioni: ma la sua struttura incentiva un comportamento saggio, ecologico, lungimirante.

Ce n’è bisogno in un contesto nel quale l’informazione si è scollegata dal significato e la conoscenza si è scollegata dai fatti, mentre i dati sono diventati patrimonio di poche grandi centrali globali. In una fase storica di opportunità straordinarie e di rischi epocali,

Civica lavora per la liberazione del bene comune.


Civica offre ai singoli ed alle comunità

gli strumenti per farlo.

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